Dimagrire naturalmente

Riduzione dei depositi di grasso.



Dimagrire è il sogno di molte donne, ma non solo. Nella società di oggi, in cui l'immagine esteriore ha assunto una notevole importanza, dimagrire è spesso il sogno anche di molti uomini. Dal punto di vista medico è, però, importante perseguire il "giusto" peso e non il peso "alla moda".
Dimagrire consiste nella diminuzione del nostro peso corporeo dovuta a una riduzione dei depositi di grasso. La riduzione può essere conseguenza di una dieta ipocalorica o di una malattia. Nella società odierna si ricorre sempre di più a un dietologo, specialista in scienze dell'alimentazione, per cercare di dimagrire, anche se spesso, erroneamente, ci si affida alle molteplici diete "fai da te" presenti ovunque, sul web, sulle riviste. Il bisogno calorico è la quantità di energia fornita dagli alimenti (calorie), necessaria per coprire i bisogni energetici e per mantenere inalterato il bilancio energetico, cioè la differenza tra energia introdotta e energia spesa.
La parte eccedente di questa energia viene immagazzinata come riserva che aumenta in caso di alimentazione in eccesso e diminuisce in caso di alimentazione insufficiente. Le maggiori riserve energetiche le troviamo nel tessuto adiposo sotto forma di trigliceridi. Esiste un fabbisogno energetico di base (metabolismo basale) e un fabbisogno energetico di attività. I valori dell'uno e dell'altro variano al variare delle fasce d'età. Quando essi si discostano dai valori medi, spostandosi verso il basso o verso l'alto, è possibile dimagrire o incorrere nell'obesità. Perché l'apporto energetico sia corretto, va tenuto conto dell'equilibrio alimentare nel quale deve sussistere una proporzione ideale tra glucidi, protidi e lipidi.
E' importante cercare di assumere una varietà di pasti che, oltre a stimolare l'appetito, consente una complementarietà fra i diversi alimenti permettendo di compensare carenze o eccessi a favore di un equilibrio qualitativo dell'apporto dietetico. Si può dimagrire a causa di malattie organiche o in seguito a un consumo energetico eccessivo dovuto a un esercizio fisico estremo o in particolari condizioni climatiche. Viene da sé che all'equatore o ai poli si bruciano molte più calorie che in un clima temperato. In generale, comunque, il controllo del peso corporeo resta correlato alla quantità di cibo ingerito. Nella struttura cerebrale, chiamata ipotalamo, troviamo due centri, centro dell'alimentazione e centro della sazietà, predisposti alla regolamentazione dell'assunzione del cibo. Secondo la teoria del centro duale, l'ingestione del cibo è dovuta a impulsi che partono dal centro dell'alimentazione. L' attività di quest'ultimo è, però, controllata dal centro della sazietà.
Numerose piante sono state utilizzate, fin dall'antichità, per combattere la fame. In Somalia, ad esempio, è molto diffuso l'uso di un'erba chiamata Khat, in botanica Chatha edulis, della quale si mangiano le foglie fresche e i germogli. Gli effetti di questa pianta sono dovuti al Katinone, sostanza spesso adoperata da alcuni medici, soprattutto americani, al fine di far dimagrire i loro pazienti, in terribili bombe che fanno perdere 7 chili in 7 giorni. Per fortuna tale pianta non ha avuto molta fortuna al di fuori dei paesi d'origine, perché va consumata al massimo nel giro di una settimana, se si vuole evitare che perda le sue proprietà. Altre foglie, non meno potenti, sono quelle della coca e di betel, originarie rispettivamente dell'America del Sud e dell'Asia orientale. Da ricordare le noci di Kola, che si trovano in Sudan, e i baccelli di Paullinia sorbilis, in Amazzonia.

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